MORS TUA

Recensione su www.flaminioboni.it a cura di Flaminio Boni

Mors tua è l’ultimo spettacolo, in ordine di tempo, di Antonio Mocciola ad andare in scena in questo finire di stagione; un’anteprima che il gruppo di lavoro ha voluto presentare a Roma, al Teatro Petrolini, in vista del debutto vero e proprio nella prossima stagione.

Ancora una volta Mocciola ci porta in un mondo intimo umano animato da emozioni forti e contrastanti, spesso innaturali, pensieri deviati e contorti che minano il benessere psicologico degli individui.

Ines (Violetta Rogai) è un’ex attrice in declino. Un tempo bella, ammirata e desiderata, ora vive su una sedia a rotelle in un piccolissimo appartamento.

Con lei vive il figlio Tobia (Francesco Lippolis), un ragazzo pallido, introverso, profondamente solo.

Tra loro c’è un rapporto malato, di dipendenza affettiva morbosa, fatto di attrazione e repulsione allo stesso tempo.

Ines ha avuto Tobia in giovanissima età e non perde occasione per rinfacciargli tutti i sacrifici e le rinunce che ha dovuto fare per lui...

MORS TUA

Recensione su www.corrierespettacolo.it a cura di Franco Rianaldi

“Mors tua” lascia il detto a metà, presagendo un “Vita mea” che non sveliamo, essendo il finale dello spettacolo che Emilia Miscio ha portato in scena in anteprima di stagione al Teatro Petrolini di Roma. Il testo di Antonio Mocciola affronta il tema del rapporto morboso tra madre e figlio, in un ambiente piccolo-borghese in cui entrambi si muovono a stento: lei (Violetta Rogai) perché costretta su una sedia a rotelle, ex diva in vertiginoso declino, lui (Francesco Lippolis) per antichi impacci e complessi, ragazzo sempre in ritardo su ogni evoluzione dell’età. Tra i due vige un patto di ipocrita tolleranza, finché un terzo incomodo (Federica Pallozzi Lavorante) non fa saltare i meccanismi...

MORS TUA

Recensione su www.brainstormingculturale.it a cura di Gabriele Amoroso

In scena al teatro Petrolini di Roma, per una sola sera, ‘Mors tua’ è l’ultimo testo firmato da Antonio Mocciola: lo spettacolo mette in scena la storia di una diva del cinema ormai in declino che, per una serie di circostanze fortuite e volute, si trova a vivere un’esistenza misera rinchiusa in una deprimente abitazione con l’unica compagnia del giovane figlio, ormai completamente estraniato dal mondo reale e tenuto sotto chiave dalla stessa madre

Ines è stata un’attrice cinematografica piuttosto quotata ma il destino, aiutato anche dalla sua incoscienza, le si è rivoltato contro con estrema crudeltà: costretta su una sedia a rotelle, madre sola del problematico Tobia e ancora in lotta con le dipendenze da droga e alcool, la donna vive in un deprimente e minuscolo appartamento col figlio dove le giornate scorrono in una angosciante e buia monotonia...

IL FASCINO BREVE DELLE FARFALLE

Recensione su www.broadwayworld.com a cura di Ettore Farrattini

 

...La regista Emilia Miscio ha colto in pieno il complicato avvicendamento descritto nel testo ed ha diretto i suoi attori in maniera impeccabile. Non c'è un carattere forte ed uno debole, entrambi passano da un momento di estrema sicurezza ad uno di miserabile debolezza per poi nuovamente invertire i ruoli. Questa rapida alternanza diviene il fulcro di tutta la pièce che scorre intensa, senza un attimo di stasi. Simone Giulietti interpreta il decadente Bosie, vittima dei suoi ricordi e dei suoi errori. L'attore ha pieno controllo del personaggio senza cadere nella facile banalizzazione dell'autocommiserazione, nutrendosi dell'attrazione sessuale e della dipendenza psicologica esistente tra i due personaggi. La sua controparte, il giovane Antonino Palmeri, è altrettanto capace di passare, da un momento all'altro, da oppressore a vittima e di nuovo a carnefice per poi dileguarsi nei meandri della mente del suo compagno di scena...

IL FASCINO BREVE DELLE FARFALLE

Recensione su www.corrierespettacolo.it a cura di Emil Caruso

...Nei panni di Bosie, Simone Giulietti incarna pietas e melodramma, dando uno sguardo inedito sul senso di colpa e sulla redenzione. Con interpretazione accorata e vibrante, ma senza retorica, Giulietti fa risuonare come un’eco tutti i colori del dolore. Con lui sul palco, in cristologiche, emozionanti posture, il giovane Antonino Palmeri sale sull’altalena delle emozioni, ora aggressive e impietose, ora dimesse e umiliate, fino a un lungo, lacerante nudo integrale, sottolineato dalle luci e dalle rare ma intense musiche con cui la regista Emilia Miscio ha incorniciato la messa in scena, dando alla sua regia un tocco leggero, sapiente e puramente narrativo...

IL FASCINO BREVE DELLE FARFALLE

Intervista su www.radiocusanocampus.it a cura di Manuel Bartolini

Simone Giulietti - appuntamento col teatro: "Il fascino breve delle farfalle"

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